…Il lavoro di Altmejd fornisce una base per ripensare una vasta gamma di argomenti, come l’arte e l’energia, le dinamiche in continua evoluzione del divenire, la separazione tra animale e umano, l’artista come facilitatore invece che unico generatore di un’idea, e il grottesco postmoderno.
Un giardiniere per temperamento e inclinazione, Altmejd considera l’incessante decomposizione delle sostanze organiche da parte della natura come un processo enormemente rigenerativo e pieno di forze positive di rinnovamento, che sottolinea frequentemente nelle sue sculture con l’uso generoso di cristalli, principalmente per la loro capacità di moltiplicarsi, dando loro l’apparenza di crescita.
DA: “Vedo il mio lavoro come post-apocalittico. La base è il disastro, ma poi si tratta di come le cose crescono sopra di esso. Non c’è niente di negativo nel mio lavoro.”
Con una serie di angeli in gesso, definiti dall’artista “I Guardiani” e iniziata nel 2009, Altmejd attribuisce l’atto creativo alle sculture stesse, con il risultato che qualsiasi associazione di divinità con l’atto creativo può essere attribuita alla capacità di auto-originarsi di queste creature beatifiche.
DA: “La prima volta che ho creato un angelo, è venuto dal processo di realizzazione di una scultura. Era una figura in gesso fatta con calchi di mani che uso per spostare le cose. È come se la scultura si modellasse da sola, e questo è importante. È come se tutto nella scultura provenisse dalla scultura stessa. Mi è piaciuta l’idea di trascinare il materiale verso l’alto durante la formazione dei ‘Guardiani’. Le figure scolpite trascinano loro stesse il materiale verso l’alto. C’è qualcosa di fondamentale nell’idea di trascendere il materiale semplicemente spostandolo: prendere il materiale dal basso e portarlo in alto. Quando ho portato il materiale in alto, ha fornito la quantità extra necessaria per creare le ali dell’angelo.”
L’approccio al divenire, interpretato come una dinamica incessante che l’opera d’arte instaura, è personalizzato da Altmejd per energizzare il suo lavoro, in modo che si correlasse con l’area Romantica dell’arte che continua a divenire – uno sforzo eroico, esteso all’infinito.
Le figure di Altmejd costituiscono una celebrazione delle dinamiche in corso della vita, partecipando così alla sensibilità estetica del grottesco, un tipo di divenire esemplificato nel suo lavoro in termini di Lupi Mannari e Giganti.
Altmejd ha riconosciuto apertamente l’importanza del grottesco come “necessario per comprendere la bellezza”.
DA: “Ho sentito che potevo permettermi di creare un corpo in piedi se fosse stato un gigante, perché in qualche modo, non era un corpo: era un paesaggio o una struttura architettonica prima di essere un corpo. Ho fatto qualche ricerca sui giganti e ho scoperto che in molte mitologie, vengono creati prima degli uomini e delle donne, quindi per me, sono metafore della natura… Nelle fiabe, i giganti assumono le qualità di un particolare paesaggio. La maggior parte delle leggende locali collega fenomeni naturali come montagne, fiumi, rocce e isole ai corpi dei giganti o ai loro diversi organi; questi corpi non sono, quindi, separati dal mondo o dalla natura.”
Una selezione di oltre 60 Mostre Personali/Collettive:
2020 Coleccion Solo, Madrid
2016 Royal Museum of Fine Arts of Belgium, Bruxelles
2015 Musée d’Art moderne de la Ville de Paris
2011 Saatchi Gallery, Londra
2010 National gallery of Canada, Ottawa
2010 Solomon R. Guggenheim Museum, New York
2009 Museum of Contemporary Art, Los Angeles
2008 Tate Liverpool
2008 Guggenheim Bilbao
2007 Spertus Museum, Chicago
2007 52a Biennale di Venezia
2004 Whitney Biennial, New York